
Uno dei fiori più eleganti: la Calla, il suo nome deriva dal greco Kalòs che significa bello. Secondo la leggenda sulle divinità greche, la prima calla è nata dalle gocce di latte materno cadute sulla Terra dal seno della dea Era.
Era, Giunone per i romani, nella religione greca era una delle divinità più importanti: protettrice del matrimonio, dea della fedeltà coniugale e del parto, considerata la sovrana dell’Olimpo. Le gocce di latte materno, a contatto con la terra, diedero vita alla prima Calla, mentre lo stesso latte materno, spruzzato nel cielo, diede vita alla famosa Via Lattea.
Simboleggia la pura e delicata bellezza ma anche la sensualità e l’erotismo e a seconda del colore acquisisce ulteriori significati che vanno dalla fedeltà e amore materno alla devozione, dall’amicizia alla tristezza e al dolore.
Dipingere le calle, di cui fanno parte anche le Zantedeschie, ci permetterà di affrontare vari tipi di argomenti: per chi si cimenterà con la varietà bianca sarà uno studio approfondito dell’uso del bianco, argomento non facile perché in realtà ciò che appare bianco è in realtà un insieme complesso di colori più o meno tenui. Chi invece sceglierà le varietà colorate imparerà come sfumare i colori e realizzare quella superficie brillante ma anche un po’ cerosa, tipica delle Zantedeschie.
Durante il corso si lavorerà inizialmente sul disegno a matita finalizzata all’osservazione approfondita delle caratteristiche morfologiche del soggetto scelto e sulla sua migliore composizione artistica, cercando di ottenere un’immagine il più possibile reale e tridimensionale.
Seguiranno poi esercizi sull’utilizzo dei pennelli lavorando sul tratto, più o meno sottile, sull’uso dell’acqua e sulla conoscenza dei colori primari e complementari oltre che sul modo di stenderli a corpo ed a velature.
Dopo il lavoro propedeutico si passerà alla composizione e alla realizzazione della tavola, la riproduzione sul foglio definitivo sarà eseguita utilizzando la tecnica del ricalco.

Si è dedicata alla pittura botanica fin dagli anni giovanili, ha studiato a lungo anche le antiche tecniche pittoriche fiamminghe e rinascimentali. Ha esposto le sue opere in numerose mostre personali e collettive organizzate in sedi prestigiose come il Museo di Storia Naturale di Firenze, Il Palazzo Ducale di Camerino, l’Accademia dei Georgofili, la Lindlay Hall a Londra, gli Orti Botanici di Firenze, Lucca, Padova, Edimburgo, il Museo di Villa Bardini a Firenze, l’Hunt Institute for Botanical Documentation di Pittsburgh (USA), il Manggha Museum of Japanese art and Tecnology di Cracovia. Nel Febbraio 2016 ha vinto la medaglia d’oro al “London Botanical Art Show” organizzato dalla Royal Horticultural Society presentando otto tavole sugli agrumi delle coltivazioni medicee. Nel Maggio 2019 ha vinto la medaglia d’oro al concorso internazionale Biscot, organizzato dal Gardening Scotland e dal Royal Botanic Garden di Edimburgo. Sempre nel 2019 una sua opera (Solanum licopersicum var. Datterino) è entrata a far parte della collezione permanente dell’Hunt Institute for Botanical Documentation. Ha organizzato e curato i cataloghi delle mostre internazionali di arte botanica: “Florentia” (Villa Bardini 2018) per la Società Toscana di Orticultura, e “Natura Picta” (Circolo degli Artisti “Casa di Dante” 2019) per La Società delle Belle Arti Circolo degli Artisti “Casa di Dante”. E’ membro della “American Society of Botanical Artists” e Fellow member SBA ( English Society of Botanical Artists). Tiene corsi di acquerello botanico presso l’Associazione culturale “Firenze Alchemica”. Vive e lavora in Toscana, sulle colline di Firenze.
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