
I pellegrini percorrendo la via Francigena, oltre ai simboli che trovavano scolpiti nelle facciate, nei capitelli e
nei portali della chiese, erano attenti osservatori degli effetti ierofanici presenti nei luoghi sacri: l’illuminazione dell’altare, della cripta o della porta d’ingresso in momenti astronomici e liturgici significativi erano potenti simboli che indicavano il collegamento tra Terra e Cielo.
I costruttori medievali, infatti, furono molto attenti a relazionare l’edificio sacro con la volta celeste, mediante l’impiego di metodi di carattere astronomico, e quindi di posizionare e dimensionare alcune aperture con la precisa intenzione di guidare i fasci solari all’interno della chiesa.
Tenendo conto del forte significato simbolico correlato alla luce, in alcuni casi si verificavano delle vere e proprie vie di luce, tuttora visibili, alludenti al cammino terrestre che ogni pellegrino doveva compiere: la luce come veicolo per giungere alla vera luce, quella di Dio.

Nato a Siena, è cartografo presso l’Istituto Geografico Militare, dove ricopre l’incarico di Capo Sezione Confini della Direzione Geodetica. Da sempre appassionato di astronomia ha progettato e realizzato nell’ultimo ventennio varie opere artistico-gnomoniche, tra cui ricordiamo il complesso gnomonico situato nel parco pubblico del monastero buddista di Nan Lian Garden ad Hong Kong (primo premio al X concorso internazionale Shadow of Time). Nel 2016 ha curato la realizzazione della meridiana ideata da Egnazio Danti nel 1575 nella basilica di Santa Maria Novella a Firenze. Ha scritto vari libri sugli strumenti astronomici e le meridiane di Santa Maria Novella, sugli zodiaci del Battistero e della basilica di San Miniato al Monte dove ha scoperto, dopo 800 anni, l’illuminazione del segno del Cancro per il solstizio d’estate. Ha misurato l’orientazione di circa 400 chiese romaniche toscane, pubblicando in convegni internazionali di archeoastronomia vari articoli sulla simbologia solare dei primi cristiani e alcuni volumi su come gli architetti dell’epoca guidavano la luce all’interno delle chiese. Ha pubblicato con Polistampa i libri: I fori gnomonici di Egnazio Danti in Santa Maria Novella (2006), Il Gli strumenti astronomici di Egnazio Danti e la misura del tempo in Santa Maria Novella (2008), Sole e Simboli. Gli Zodiaci di San Miniato e di San Giovanni a Firenze (2013), Le porte del cielo. Percorsi di luce nelle chiese romaniche toscane (2017). Il Cielo in Terra – Storia delle linee meridiane e degli strumenti astronomici di Egnazio Danti (2018), Pievi romaniche toscane – 12 percorsi di simboli e luce (2019).